REGOLAZIONE ARERA · RIFIUTI
Il 30 settembre 2026 è una data di convergenza: nel settore dei rifiuti urbani si sovrappongono tre adempimenti regolatori distinti, ciascuno con conseguenze diverse per chi lo manca. Gestori ed Enti territorialmente competenti che li affrontano separatamente, all’ultimo, rischiano incoerenze tra dati che ARERA leggerà insieme. Ecco la checklist per arrivare preparati.
Le tre scadenze del 30 settembre

1. Il Piano economico-finanziario 2026-2029
È l’adempimento a maggior impatto. Con l’avvio del terzo periodo regolatorio (MTR-3, deliberazione 397/2025/R/Rif), gli Enti territorialmente competenti devono predisporre, validare e trasmettere ad ARERA i PEF del quadriennio 2026-2029, secondo il nuovo metodo: costi efficienti riconoscibili, limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie, conguagli delle annualità precedenti, componenti di perequazione. Non è un semplice caricamento sul portale: è l’atto che fissa per quattro anni il vincolo dei ricavi di ciascuna gestione. Un PEF costruito senza riconciliare costi, articolazioni tariffarie e obiettivi di qualità genera conguagli e contenziosi che si trascinano per l’intero periodo — e la compressione dei tempi concessi agli ETC, a fronte di un metodo che ha modificato il meccanismo stesso di approvazione, è la ragione per cui l’istruttoria di validazione va impostata ora, non a ridosso del termine.
2. La ricognizione delle articolazioni dei corrispettivi
A valle delle deliberazioni 396/2025/R/Rif (TICSER) e 49/2026/R/rif (istituzione del tavolo di lavoro), i gestori dell’attività di gestione tariffe e rapporti con gli utenti (GTRU) trasmettono le articolazioni effettivamente applicate dei corrispettivi — TARI e tariffa corrispettiva — per le annualità 2024 e 2025. Il termine, originariamente fissato al 15 luglio 2026, è stato prorogato al 30 settembre: la proroga non è un’attenuazione dell’obbligo, ma il riconoscimento della difficoltà di ricostruire dati che molti gestori non detengono in forma strutturata. Non è un adempimento di facciata: quei dati costituiscono la baseline con cui ARERA parametrerà la nuova articolazione tariffaria del TICSER, in vigore dal 1° gennaio 2028. Dati incoerenti con i PEF trasmessi sono il primo segnale che l’Autorità intercetterà. Abbiamo dedicato a questa raccolta un approfondimento specifico.
3. Le osservazioni al DCO 273/2026/R/rif sul macro-indicatore R3
Il 30 settembre si chiude anche la finestra per presentare osservazioni al documento per la consultazione 273/2026/R/rif, recante gli orientamenti per il calcolo del macro-indicatore R3 sull’efficienza tecnico-ambientale della gestione, previsto dalla deliberazione 374/2025/R/rif nell’ambito dell’aggiornamento della regolazione della qualità tecnica; il procedimento è stato avviato con la deliberazione 407/2025/R/rif. Il punto non è marginale: R3 è un indicatore destinato a produrre effetti sulla valutazione della gestione e, per questa via, sul quadro incentivante — le scelte metodologiche sul suo calcolo (perimetro dei flussi considerati, fonti dei dati, trattamento delle gestioni non omogenee) si traducono in esiti differenziati tra territori con dotazioni impiantistiche diverse. La partecipazione alla consultazione non è un obbligo, ma è l’unica occasione — per gestori ed enti — di portare nel procedimento i problemi applicativi reali prima che diventino regola: chi non osserva, subirà le scelte altrui.
Checklist operativa
- PEF 2026-2029: verificare completezza dei costi riconoscibili, corretta applicazione del limite alla crescita, quadratura dei conguagli delle annualità precedenti, coerenza con il contratto di servizio; assicurare la validazione dell’ETC prima della trasmissione.
- Ricognizione corrispettivi: riconciliare il gettito derivante dalle articolazioni dichiarate con le entrate tariffarie di riferimento del PEF; verificare la coerenza delle categorie di utenza con i regolamenti comunali; rappresentare correttamente riduzioni, agevolazioni e sistemi di misurazione puntuale.
- Coerenza incrociata: PEF e articolazioni vanno letti insieme — è il controllo che distingue una trasmissione difendibile da una che genererà richieste di rettifica.
- DCO 273/2026/R/rif: decidere se partecipare e, in caso affermativo, formalizzare le osservazioni entro il termine, documentando con dati propri gli effetti applicativi degli orientamenti sul macro-indicatore R3.
- Tracciabilità: conservare l’istruttoria di ciascun adempimento — è la base documentale che protegge ente e gestore in caso di verifica.
I tre adempimenti sono tre viste dello stesso oggetto: il rapporto economico tra il servizio, il gestore e l’utente. Per il quadro completo si vedano i nostri approfondimenti sul TICSER e la nuova struttura dei corrispettivi dal 2028, sulla tariffa corrispettiva dopo il D.Lgs. 147/2026 e sulla ricognizione periodica dei servizi pubblici locali.
Fra i tre adempimenti, il DCO è quello che guarda più lontano: sul merito degli orientamenti posti in consultazione si veda la nostra analisi su il calcolo del macro-indicatore R3 e gli orientamenti del DCO 273/2026, con i valori di default proposti e le asimmetrie che ne derivano fra territori con dotazioni impiantistiche diverse.
Per la sola ricognizione dei corrispettivi abbiamo predisposto una guida alla compilazione maschera per maschera, con le trappole procedurali e la riconciliazione con il PEF.
Le scadenze del 30 settembre incrociano infine la preparazione delle gare del nuovo periodo regolatorio: per la documentazione economica d’affidamento si vedano lo schema tipo di bando ARERA per il servizio rifiuti e la declinazione del PEFA negli appalti di servizi, entrambi da raccordare ai PEF 2026-2029 in caricamento.
Tre: la predisposizione, validazione e trasmissione dei PEF 2026-2029 secondo il MTR-3 (del. 397/2025/R/Rif), la ricognizione delle articolazioni dei corrispettivi per le annualità 2024 e 2025 (del. 396/2025/R/Rif e 49/2026/R/rif, con termine prorogato dal 15 luglio) e le osservazioni al DCO 273/2026/R/rif sul calcolo del macro-indicatore R3.
Perché ARERA li legge insieme: il gettito derivante dalle articolazioni dichiarate deve riconciliarsi con le entrate tariffarie di riferimento del PEF. Uno scostamento sistematico è il primo indicatore di incoerenza che l’Autorità e l’ETC in validazione intercettano.
È l’indicatore sull’efficienza tecnico-ambientale della gestione previsto dalla deliberazione ARERA 374/2025/R/rif nell’ambito dell’aggiornamento della qualità tecnica; il procedimento per definirne il calcolo è stato avviato con la deliberazione 407/2025/R/rif e gli orientamenti sono posti in consultazione con il DCO 273/2026/R/rif.
Riferimenti: del. ARERA 397/2025/R/Rif (MTR-3 2026-2029); del. 396/2025/R/Rif e 49/2026/R/rif (ricognizione articolazioni dei corrispettivi, termine prorogato al 30 settembre 2026); del. 374/2025/R/rif e 407/2025/R/rif (qualità tecnica e avvio del procedimento sul macro-indicatore R3); DCO 273/2026/R/rif del 24 luglio 2026. Si raccomanda la verifica sul portale ARERA degli estremi puntuali di ciascuna raccolta dati prima di ogni adempimento.
