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Rendicontazione separata dei rifiuti urbani: la determinazione 1/DAGO/2026 e gli schemi specifici tipo

Rendicontazione separata dei rifiuti urbani: la determinazione 1/DAGO/2026 e gli schemi specifici tipo — Solvere P.A.

Solvere P.A. · Regolazione ARERA e separazione contabile

Con la determinazione 4 agosto 2026, n. 1/DAGO/2026, il Direttore della Direzione Assetti e Governance Ambientale ha approvato gli schemi specifici tipo di rendicontazione annuale separata per il settore dei rifiuti urbani, in attuazione dell’articolo 2, comma 2, della deliberazione 373/2025/R/rif. È l’atto che trasforma l’obbligo di unbundling contabile da principio regolatorio ad adempimento operativo e apre la fase attuativa della rendicontazione separata dei rifiuti urbani.

L’Allegato 1 alla determina definisce, foglio per foglio, come il gestore dovrà scomporre il proprio conto economico fino alla singola componente tariffaria del metodo. La determina chiude una sequenza serrata: correttivi al TIUC con la deliberazione 291/2026/R/rif del 30 luglio 2026, schemi tipo quattro giorni dopo.

Il processo: consultazione tecnica e coordinamento con la 291/2026/R/rif

Gli schemi non nascono a tavolino. La determina dà conto di un focus group del 27 aprile 2026 con le associazioni dei gestori, degli enti territoriali e degli EGATO, e di un successivo incontro con ANCI del 2 luglio 2026 dedicato agli enti locali. Le osservazioni raccolte hanno prodotto effetti su due piani. Sul TIUC, tramite la deliberazione 291/2026/R/rif: introduzione della tipologia residuale di componente tariffaria «altre componenti» nell’Allegato 4; schema specifico di separazione contabile ripartito per impianto minimo; regola per cui il gestore utilizza i dati di conto economico prima dell’attribuzione alle attività dei valori relativi a servizi comuni (SC) e funzioni operative condivise (FOC), con allocazione indiretta delle poste non attribuibili mediante i driver dell’Allegato 4 (articolo 26, commi 1 e 6); deduzione delle componenti positive di reddito con funzione rettificativa dei costi, se previste dalla regolazione tariffaria pro tempore vigente; disaggregazione delle poste EPR per singola filiera. Sugli schemi stessi: semplificazione del conto economico delle attività tariffate e allineamento ai conti annuali separati degli altri settori regolati; imputabilità dei costi di energia elettrica e gas anche alla FOC di trattamento dei rifiuti urbani; maggiore flessibilità nell’attribuzione dei costi dei SC alle componenti tariffarie, non più confinata ai soli costi comuni di gestione.

L’architettura dell’Allegato 1: la filiera del dato contabile

L’Allegato 1 è un modello in undici fogli che disegna una filiera obbligata del dato, dalla contabilità generale alla componente tariffaria. In Anagrafica il gestore dichiara il regime di unbundling applicabile — ordinario, semplificato, ovvero «solo schemi specifici R.U.» — e censisce gli ambiti tariffari (con denominazione coerente con l’anagrafica ATRIF) e gli impianti minimi gestiti. Il foglio CE_UNB accoglie il conto economico ripartito per attività (attività tariffate rifiuti urbani, altre attività di cui al comma 4.1 del TIUC, attività diverse), per gli undici servizi comuni e per le funzioni operative condivise, dopo la rilevazione delle transazioni interne SC-SC, SC-FOC e fra attività; una colonna di elisioni impone la riconciliazione dei conti annuali separati con il conto economico del bilancio di esercizio. Da qui il dato si scompone: CE_DA per le poste direttamente attribuibili ai singoli ambiti o impianti, CE_MULTI_AT_IMP per quelle non direttamente attribuibili, già classificate per tipologia di componente (raccolta e trasporto, spazzamento e lavaggio, trattamento, altre componenti), e si ricompone in CE_ATRU e nei fogli-tipo CE_ATi e CE_IMPi, dove il totale di ambito o di impianto risulta dalla somma di poste dirette, quota delle poste multi-ambito ribaltata tramite driver, quota SC e quota FOC.

Schema della filiera del dato contabile dall'Allegato 1 alle componenti tariffarie MTR-3

Il sistema dei driver: una scelta metodologica vincolante

Il foglio Driver impone l’adozione di un unico driver per ciascun servizio comune (fra quelli dell’Allegato 2 del TIUC) e per ciascuna FOC (Allegato 1 del TIUC), oltre ai driver per tipologia di componente tariffaria. Per le componenti di raccolta e trasporto il ventaglio va dal numero di utenze servite corretto per coefficiente di stagionalità alle tonnellate raccolte, dalla superficie gestita alle attrezzature di raccolta per frequenza; per lo spazzamento il driver di riferimento è la lunghezza di strada percorsa moltiplicata per la frequenza del servizio; per il trattamento, quantità trattate, ore di manodopera diretta o ricavi; per le «altre componenti», utenze, abitanti o documenti di riscossione. Il modello incorpora celle di verifica che controllano la quadratura dei pesi dei driver di ambito e di impianto rispetto al totale delle attività tariffate: la coerenza interna non è rimessa alla diligenza del compilatore, è sindacata dal file. La selezione del driver è una scelta metodologica con effetti distributivi diretti tra ambiti — e quindi tra tariffe pagate da territori diversi serviti dallo stesso gestore: va motivata, documentata e mantenuta stabile nel tempo, perché ogni cambio di driver sposta costi da un ambito all’altro senza che sia mutata la gestione sottostante.

Il conto economico regolatorio: le poste sensibili sono già isolate

La struttura del conto economico segue l’articolazione civilistica (valore e costi della produzione), ma le sotto-voci rivelano la finalità regolatoria. Tra i ricavi sono enucleati i ricavi da articolazione tariffaria, i ricavi da trattamento per i gestori di impianto minimo, le vendite di materiali e di energia da rifiuti, i corrispettivi riconosciuti dai sistemi collettivi di compliance agli obblighi di responsabilità estesa del produttore. Tra i costi, il modello distingue il conferimento a impianti di terzi per recupero da quello per smaltimento, isola il contributo di funzionamento di EGATO e ARERA, l’accantonamento per la gestione post-operativa della discarica, gli oneri per sanzioni, penali e risarcimenti e le spese di contenzioso in cui l’impresa sia risultata soccombente, le spese di rappresentanza, i costi pubblicitari distinti a seconda che derivino o meno da obblighi concessori. Sono, con ogni evidenza, le linee di demarcazione tra costi efficienti riconoscibili e poste escluse dal perimetro tariffario ai sensi del metodo: il gestore che compila lo schema sta già predisponendo, voce per voce, la base istruttoria del proprio PEF. Le poste non ricorrenti sono segregate in voci dedicate (5-bis e 14-bis), e le componenti positive con funzione rettificativa dei costi vanno dedotte nello schema per componente in coerenza con la regolazione tariffaria vigente.

Lo schema per componente tariffaria: la saldatura con l’MTR-3

Il foglio Comp_ATi è il punto tecnicamente più rilevante: le poste economiche del singolo ambito tariffario vengono ripartite sulle componenti del metodo — sul versante ricavi ARa e ARsc,a, sul versante costi operativi CRTa, CTSa, CTRa, CRDa, CSLa, CARCa, CGGa, CCDa e COAL,a — con evidenza separata, per ciascuna FOC e per i SC, del peso percentuale di ribaltamento. Una sezione dedicata disaggrega ricavi e costi operativi delle frazioni merceologiche soggette agli obblighi EPR per singola filiera — plastica, vetro, carta — inclusa l’eventuale quota da flusso multimateriale, distinguendo i ricavi conseguiti a fronte del conferimento ai sistemi di compliance da quelli realizzati fuori dai sistemi. È qui che la contabilità separata si salda alla determinazione tariffaria: le componenti di costo del PEF MTR-3 cessano di essere aggregati dichiarati dal gestore e diventano il risultato di una riclassificazione tracciabile, verificabile in sede di validazione dagli Enti territorialmente competenti. La coerenza è d’altronde imposta dalla stessa 373/2025/R/rif, che richiede schemi allineati agli atti costituenti la proposta tariffaria pro tempore vigente (determine 1/DTAC/2025 e 1/DTAC/2026).

Le implicazioni operative: il biennio 2026-2027 non è una moratoria

Il Titolo VIII del TIUC resta disciplina sperimentale, con monitoraggio negli anni 2026 e 2027 ed entrata in vigore a regime dal 1° gennaio 2028. Ma la lettura dell’Allegato 1 dimostra che la compilazione presuppone un impianto di contabilità analitica già operativo nell’esercizio 2026: rilevazione delle transazioni interne, driver alimentati da grandezze fisiche misurate (utenze, tonnellate, chilometri, ore di manodopera), riconciliazione con il bilancio sottoposto a revisione. Chi rinviasse l’adeguamento dei sistemi al 2028 si troverebbe a ricostruire ex post dati che il modello pretende rilevati ex ante. Per gli enti locali che gestiscono in economia, la determina lascia aperto un cantiere: l’approfondimento con le associazioni sull’ipotesi di rendiconti semplificati specifici e di adeguati prospetti di riconciliazione, già prospettata in consultazione. Per gli EGATO e gli ETC, gli schemi costituiranno lo strumento istruttorio primario per il controllo delle rendicontazioni: il confronto tra costi esposti nel PEF e conti annuali separati diventa un controllo documentale a perimetri finalmente omogenei.

La metodologia Solvere P.A. per la redazione dei conti annuali separati

Solvere P.A. accompagna gestori, ETC ed EGATO in questa fase con una metodologia strutturata, che non si esaurisce nella compilazione del file ma mette in sicurezza le scelte a monte — a partire dai driver — perché reggano tanto al controllo automatico del modello quanto a quello documentale degli Enti. Il percorso si articola in cinque fasi:

  1. Diagnosi del regime e del perimetro — determinazione del regime di unbundling applicabile (ordinario, semplificato o «solo schemi specifici R.U.») e mappatura di ambiti tariffari e impianti minimi coerente con l’anagrafica ATRIF;
  2. Impianto della contabilità analitica — rilevazione delle transazioni interne (SC-SC, SC-FOC e fra attività) e alimentazione dei driver con grandezze fisiche effettivamente misurate: utenze, tonnellate, chilometri, ore di manodopera;
  3. Selezione e documentazione dei driver — scelta di un unico driver per ciascun servizio comune e per ciascuna FOC, motivata, stabile nel tempo e corredata dall’analisi degli effetti distributivi tra ambiti;
  4. Riclassificazione per componente MTR-3 — ribaltamento delle poste sullo schema Comp_ATi e disaggregazione delle filiere EPR, in coerenza con la proposta tariffaria pro tempore vigente;
  5. Riconciliazione e raccordo con il PEF — quadratura dei conti annuali separati con il bilancio di esercizio e raccordo con la predisposizione e la validazione dei PEF MTR-3.

Il risultato è un conto annuale separato che non teme il controllo: costruito ex ante, tracciabile voce per voce e già allineato al perimetro tariffario. Per il gestore significa ridurre il rischio di rettifiche in sede di validazione; per ETC ed EGATO significa disporre di rendicontazioni comparabili e istruttorie più solide.

Leggi anche

Approfondisci con la guida operativa agli schemi tipo dell’Allegato 1, con l’analisi della delibera 373/2025 sull’unbundling contabile, con la mappa degli obblighi, esenzioni e regimi per i gestori e con la guida all’MTR-3 e ai PEF 2026-2029.

Affidati a Solvere P.A.

Solvere P.A. affianca gestori, ETC ed EGATO nell’implementazione della separazione contabile: analisi del regime applicabile e del perimetro degli obblighi, selezione e documentazione dei driver di ribaltamento, impostazione della contabilità analitica per ambito tariffario e impianto minimo, predisposizione dei conti annuali separati secondo gli schemi tipo e raccordo con la predisposizione e validazione dei PEF MTR-3. Contattaci per impostare fin dall’esercizio 2026 un sistema conforme.

Riferimenti

Determinazione 4 agosto 2026, n. 1/DAGO/2026 e Allegato 1 (schemi specifici tipo di rendicontazione annuale separata per il settore dei rifiuti urbani); deliberazione 29 luglio 2025, 373/2025/R/rif e Allegato A (TIUC); deliberazione 30 luglio 2026, 291/2026/R/rif; deliberazione 5 agosto 2025, 397/2025/R/rif (MTR-3); determine 7 novembre 2025, 1/DTAC/2025 e 13 aprile 2026, 1/DTAC/2026.

Sui due passaggi più delicati del modello si vedano gli approfondimenti dedicati alla scelta e alla difesa dei driver di ribaltamento e alla disaggregazione dei ricavi EPR per filiera.

Per tenere sotto controllo la sequenza degli adempimenti abbiamo predisposto una checklist scaricabile degli adempimenti 2026-2028: le tre fasi della disciplina, le scadenze ravvicinate e i venti controlli operativi su perimetro, driver, contabilità analitica, certificazione e raccordo con la tariffa.

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