Il 5 agosto 2025, con la delibera 397/2025/R/rif, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha approvato l’MTR-3, che regolerà il servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani nel periodo 2026–2029. Si tratta di una svolta che, nel solco del precedente MTR-2 (delibera 363/2021 e aggiornamento 363/2023), introduce nuovi vincoli, maggiori responsabilità per gli Enti territorialmente competenti (ETC) e un’esplicita valorizzazione delle dinamiche economico-finanziarie delle gestioni.
Le principali novità rispetto all’MTR-2
L’MTR-3 rafforza e amplia la portata regolatoria del metodo precedente. Tra le novità più rilevanti rispetto alla 363/2023 spiccano:
- Maggiore articolazione delle componenti previsionali, sia fisse che variabili, per anticipare i costi legati a investimenti, qualità del servizio e innovazione gestionale (art. 9.7 e 10 MTR-3);
- Limiti alla crescita delle entrate tariffarie (art. 4) basati su una formula esplicita che somma inflazione programmata, coefficiente di recupero di produttività (Xa) e potenziamento del servizio (Ka), determinati annualmente dall’ETC;
- Introduzione di un modello duale di calcolo del coefficiente di potenziamento (Ka), distinguendo tra “consolidamento” e “miglioramento” dei livelli di qualità, con soglie differenziate per l’accesso a maggiorazioni tariffarie (fino al 7%);
- Modifica dei criteri per determinare lo sharing degli extra ricavi (es. vendita di materiali o contributi EPR), con una matrice incrociata tra efficacia della raccolta (γ1) e del riciclo (γ2);
- Maggiore strutturazione dei costi riconosciuti: vengono rafforzati i criteri di esclusione per spese non pertinenti.
Equilibrio economico-finanziario e validazione: un obbligo sostanziale, non più formale
L’aspetto più rafforzato e strutturalmente impattante dell’MTR-3 è l’articolazione del procedimento di validazione del PEF. Rispetto al passato, l’ETC non può più limitarsi a un controllo meramente documentale, ma è tenuto a:
- verificare la sostenibilità finanziaria della gestione (e in tal senso attenzione all’impatto dello sharing e alle componenti di ricavo “lasciate” al Gestore), anche in relazione all’intero periodo regolatorio o meglio di affidamento;
- attestare la coerenza dei costi riconosciuti con la qualità dei servizi resi e con gli obiettivi del contratto di servizio e delle procedure concorrenziali di aggiudicazione (o in assenza, con i livelli minimi TQRIF);
- motivare formalmente eventuali rimodulazioni o superamenti dei limiti tariffari, fornendo evidenze analitiche (art. 4.4–4.5).
Tale valutazione deve avvenire in un procedimento amministrativo partecipato, con coinvolgimento del gestore, produzione documentale e margini di dialettica amministrativa. In caso di errore o omissione, l’atto di validazione può esporre l’Ente al rischio di annullamento o contenzioso.
Il nuovo ruolo dell’ETC e la necessità di supporto esperto
La complessità tecnica della nuova regolazione tariffaria, unita alla responsabilizzazione formale dell’ETC, impone un rafforzamento delle competenze tecnico-analitiche degli enti pubblici coinvolti. Non si tratta più soltanto di “verificare” PEF predisposti dai gestori, come mera forma di predisposizione di un tool di calcolo, ma di:
- comprendere i meccanismi di calcolo, inclusi gli algoritmi di capitalizzazione e conguaglio;
- analizzare scenari di impatto economico-finanziario a breve e medio termine con elementi di valutazione economico finanziaria prospettica;
- documentare la sostenibilità dell’equilibrio gestionale in un’ottica ex ante ed ex post.
In questo contesto si colloca il ruolo strategico di advisor indipendenti come Solvere P.A., che affiancano enti locali e Autorità d’ambito:
- nella validazione tecnico-economica dei PEF, con strumenti di simulazione e rilascio di parere indipendenti ed autonomi, oltre che nella conduzione del procedimento richiesto dalla regolazione e dall’attività amministrativa;
- nella valutazione dell’equilibrio finanziario, anche nei casi di gestioni miste o affidamenti in house, ma soprattutto nei casi di concessione;
- nella strutturazione di gare pubbliche e concessioni, con particolare attenzione agli impatti del MTR-3 e alla coerenza con il nuovo schema-tipo di bando (delibera 596/2024/R/rif).
Verso una regolazione più evoluta, ma anche più esigente
Con l’MTR-3, ARERA non solo rafforza il paradigma della regolazione asimmetrica, ma inaugura un’era di maggiore responsabilità e trasparenza per tutti gli attori del ciclo rifiuti. Il rischio, però, è quello di creare un divario crescente tra enti con capacità tecniche elevate e altri in difficoltà.
L’accompagnamento consulenziale non è più un’opzione: è una leva per garantire che la regolazione produca equità, sostenibilità e qualità, senza diventare un ostacolo burocratico o un boomerang finanziario.
Solvere P.A. è a fianco degli Enti territoriali competenti e delle stazioni appaltanti nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Offriamo servizi di supporto tecnico, regolatorio e finanziario fondati sull’esperienza diretta con oltre 700 amministrazioni pubbliche e gestori in tutta Italia.
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Approfondimento. Nelle società in house il meccanismo di premi, penalità e sharing del MTR-3 assume un significato particolare: che senso ha incentivare il gestore quando è la stessa comunità socia, e come si raccorda la predisposizione tariffaria con il controllo analogo.